Borgo Agricolo Di Cosmo, la periferia Peri-Urbana

Foto: Borgo agricolo gamification

Tra Rebibbia e via Tor Cervara, nasce il primo borgo che vuole gamificare la città

Il Borgo Agricolo Di Cosmo, punta a diventare la prima area periurbana di Roma, gamificata. Circa 300 ettari nella periferia romana, tra il quartiere Rebibbia e via di Tor Cervara, con edifici agricoli in uso e molti in stato di abbandono e da recuperare, una proprietà che lambisce le sponde del fiume Aniene, proprio dove compie un’ampia curva, abbracciando e proteggendo dal boom edilizio, il territorio agricolo.

E’ qui che sta nascendo una nuova realtà che punta a diventare punto di riferimento per le periferie, con il progetto di Agricoltura Per-urbana affiancato da una visione innovativa, dove le nuove tecnologie giocano un ruolo importante, non solo nelle tecniche agricole adottate, ma anche nel modello di coinvolgimento di tutta l’aria che ruota intorno al territorio e con l’intera città.

Ma vediamo cos’è un progetto di Agricoltura Peri-urbana. Si tratta di agricoltura praticata all’interno e intorno alla città, con la quale compete per le risorse: terra, acqua, energia, forza lavoro e a cui può fornire beni e servizi che soddisfino le richieste della popolazione cittadina. Inoltre l’agricoltura acquista una multifunzionalità, può essere partecipata, ambientale, sociale e culturale. Uno spazio periurbano può di fatto avere una nuova identità.

L’intera proprietà è della famiglia Di Cosmo, originaria di Amatrice, che è arrivata alla terza generazione ed è di fatto composta di tre rami. Attualmente la fase di avanzamento del progetto, vede la presenza di sei aziende agricole sul territorio, che sono legate tra loro e con l’Associazione Culturale “PSR Di Cosmo” in un Contratto di Rete e formano appunto il “Borgo Urbano Di Cosmo”.
Sono stati piantati 2200 alberi da frutto, due varietà di pesche, Tabacchiera e Ghiaccio e 2 varietà di albicocche, Princia e Rubista. Sono stati seminati 30 ettari di orzo e in futuro è previsto il Birrificio Agricolo “area polifunzionale”.

Inoltre sono stati avviati i lavori con i centri accoglienza, come prima cosa è stato portato a termine un progetto di formazione per otto migranti, tuttora sul posto, con lo scopo poi di consolidare la sinergia e aiutare in modo costante i centri accoglienza, nella fase successiva, relativa all’inserimento dei migranti nei primi 6 mesi dall’uscita dal centro.
Sono stati anche presentati al PSR Lazio due misure 16,1 del PEI “Partenariato Europeo Innovazione” per la ricerca, denominati Le Sentinelle della Biosfera “Api Migranti” e Hub Agri GEO-ICT “HAGI” (progetti attualmente in fase di analisi al responsabile del procedimento).
In sospeso c’è poi il progetto di una APEA “Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata” denominata BUDA “Borgo Urbano dell’Agricoltura”.

Ma il progetto è molto di più, è una visione che rende tutta la zona incredibilmente appetibile, con i suoi 7 km di fiume Aniene, il Cultural Park, il Dronomo, il Centro Accoglienza, gli orti sociali, la progettazione partecipata con più di 20.000 residenti affacciati sull’area, il compostaggio di comunità e tutto quello che rappresenta il mondo dell’economia circolare.

Milvo Angelo Ferrara è uno dei promotori del progetto.
Com’è nata l’idea?
“Avevamo da tempo l’idea di una cooperativa per valorizzare il bene comune, applicando tecniche mirate per la coesione sociale. Inizialmente l’abbiamo proposto anche ai Comuni, poi ai privati”.
Quante persone verrebbero coinvolte nel progetto di coesione sociale, applicando tecniche di gamification?
“Il territorio è molto grande, quanto 200 campi di calcio, su cui scorre il fiume Aniene, si calcolano 15mila persone di primo affaccio, 150mila invece verrebbero intercettato applicando tecniche di gamification”.
Come verrà organizzata l’intera area?
“200 ettari saranno destinati all’area agricola, una zona verde anche intorno al fiume, realizzeremo un vero e proprio parco, ma sul territorio ci sono anche due borghetti, uno verrà destinato all’integrazione sociale e culturale della comunità, l’altro verrà usato per le politiche d’integrazione che stiamo sviluppando, proprio per seguire gli immigrati nella formazione, i sei mesi successivi alla loro permanenza nei centri d’accoglienza”.
Quali nuove tecnologie intendete adottare per facilitare l’inclusione e coesione sociale della zona?
“Intendiamo sviluppare l’internet of things, l’internet delle cose, usare sempre di più i droni che già usiamo moltissimo in agricoltura, ma che ci permettono di avere una visione dall’alto del territorio la gamification, per sviluppare l’engagment del territorio e delle sue attività, ma anche per facilitare il coinvolgimento e quindi la coesione sociale della popolazione. Per l’Associazione è importantissimo creare relazioni, ponendo al centro la buona reputazione del comparto agricolo Peri-Urbano, mettendo in stretta connessione il tema della giustizia sociale, con il tema dell’ecologia, in una visione olistica del creato”.

Delfina Santoro
Giornalista professionista, cura progetti editoriali per Crowdbooks, applicando il gioco nell’edizione dei libri e occupandosi dello sviluppo della piattaforma digitale. E’ referente sulla gamification per il Goethe Institute di Roma. Cura in Italia il progetto europeo Eu Labourgames che coinvolge anche Olanda, Germania e Grecia. Ha maturato un approccio alla comunicazione a 360°. Fa parte dell’Associazione Nazionale Filmaker Italiani con cui partecipa alla realizzazione di video e cortometraggi, tra cui “Nata viva” che ha vinto il primo premio al festival di Capodarco. All’interno dell’Associazione, ha fondato, con altri, il gruppo “datamaker” per la comunicazione visiva dei dati, occupandosi di regia, storytelling e ricerca dati. E’ stata nel direttivo del gruppo “docmaker” di Stampa Romana. Dopo un percorso giornalistico tradizionale, sulla carta stampata, dove ha seguito temi legati all’Europa e all’attualità, oltre a maturare una significativa gavetta sulla cronaca, per il giornale free press E Polis, è passata al digitale. Qui, oltre ad una formazione di tipo cineasta, si è specializzata in data visualization e ha appreso le tecniche della traduzione della comunicazione visiva in infografica. La lavorato alla ricerca dati per il lancio di diverse start up innovative, come Filo e kpi6 presso la Luiss Enlabs. Sulla piattaforma di Kpi6 ha sperimentato l’uso dell’algoritmo nei social: Facebook e Twitter, realizzando articoli per il blog aziendale.

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